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Vaccino Sanofi Pasteur contro l’epatite B: la Corte di Lussemburgo riconosce la connessione con la sclerosi multipla!

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Può il vaccino contro l’epatite B causare la sclerosi multipla e il diritto riconosciuto al risarcimento del danno?

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato il nesso tra la somministrazione del vaccino Sanofi Pasteur e la comparsa della malattia. Una decisione che potrebbe complicare l’entrata in vigore della vaccinazione obbligatoria annunciata dal ministro francese Buzyn.

La Corte di giustizia dell’Unione europea sta prendendo in considerazione la possibilità di applicazione della legge dell’Unione europea che riconosca un nesso di causalità tra il vaccino Sanofi Pasteur contro l’epatite B e la sclerosi multipla.

Il caso riguardava un uomo francese. Un uomo in perfetta salute aveva dichiarato la sclerosi dopo la vaccinazione. Morì nel 2011.

La Corte di giustizia ha riconosciuto che questa prova non necessariamente suppone consenso scientifico, ma potrebbe semplicemente fare affidamento su basi forti e gravi. Sarà poi per ogni giudice nazionale verificare se esistano prove serie e inconfutabili.

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Questa risposta apre un risarcimento delle vittime dei produttori di vaccini incriminati, e quindi risulta essere una notizia pessima per Sanofi e per il ministro francese favorevole all’obbligo

In effetti, un tale sistema si è reso necessario vista l’impossibilità da parte del mondo scientifico di accettare eventuali danni da vaccinazioni, che invece potranno essere stabiliti attraverso vari indici, la cui combinazione permetterà al giudice di appurare la reazione avversa al vaccino e il nesso di causalità tra esso e il danno subito.

Proprio perchè la ricerca medica non dimostra né smentisce l’esistenza di un nesso di causalità, è importante non mettere in discussione la responsabilità del produttore, che aumenterebbe sicuramente la tutela della sicurezza e della salute dei consumatori per garantire un’equa ripartizione dei rischi.

Tuttavia, la Corte ha precisato che i giudici nazionali devono garantire che sui prodotti ci debbano essere indizi sufficientemente forti, chiari e coerenti per accertare l’esistenza di un difetto del prodotto, tenendo anche conto degli elementi e gli argomenti difesa dal produttore, come la spiegazione più plausibile di come il danno si è verificato.

Il giudice nazionale deve anche conservare la propria discrezione sul fatto che tali prove siano state portate attraverso una logica di diritto, tale che gli permetta di formare la sua condanna definitiva.

via RadicalBio

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