Templari: L’ordine Segreto, conoscenza ed esperienze delle Società segrete

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Quando riflettiamo su tutte queste informazioni, siamo guidati da un fascio convergente, per ammettere l’esistenza dell’Ordine del Tempio e del cosiddetto “Ordine Segreto”, cioè dire l’esistenza di una società esoterica il cui accesso fu consentito solo ad un’élite di confratelli. La segretezza circonda le cerimonie, cerimonie che molte volte vengono descritte in un modo assurdo ed offrono comunque una certa somiglianza con tutti i riti di iniziazione in uso in vari gruppi esoterici, come ben sanno tutti coloro che hanno attivamente partecipato ad esse e che fanno finta di non conoscerne il significato, dimostrando, in questi casi, l’esistenza di una tale organizzazione.

L’ESOTERISMO MEDIEVALE

Chi ha considerato il Medioevo come barbaro e oscurantista, avrà delle difficoltà ad accettare l’esistenza di una società esoterica all’interno dell’Ordine del Tempio. È necessario ricordare che nel Medioevo fiorirono innumerevoli gruppi esoterici o società segrete, sulla base della ricca tradizione esoterica dell’antichità. Questi movimenti, in particolare numerosi e vivi al momento dei Templari nei secoli XII e XIII, ebbero origine da una serie di fonti: dalla tradizione ebraica nella Kabbalah; dalle tradizioni gnostiche che furono fatte rivivere nelle correnti illuministiche; infine dalla tradizione ermetica, che fornì la ricerca agli alchimisti. Non è un caso che, in quel particolare periodo della storia, si sviluppò la religione catara che prendeva troppo spunto da fonti antiche, ricche di elementi esoterici. La Chiesa ovviamente ha combattuto questi movimenti su cui non aveva alcun controllo. Numerosi scritti di vescovi, atti dei Consigli, contengono molte recriminazioni contro società segrete e gruppi esoterici. Al tempo delle Crociate iniziato in Occidente nei circoli esote- 58 rici come la casa della Sapienza, molti erano convinti che la Gnosi si trovasse in Oriente tra i bizantini, armeni, siriani e copti, o che l’antica tradizione fosse preservata all’interno di alcune confraternite musulmane.

I TEMPLARI E LA TRADIZIONE ESOTERICA

Gli storici di esoterismo pensano che vada considerato tra i grandi iniziati del Medioevo uno dei più straordinari uomini di questa epoca, e forse di tutti i tempi, San Bernardo, abate Cistercense di Clairvaux. La tradizione templare riferisce che fu lui, grazie al suo stretto rapporto con Ugo di Payns, inviato a Gerusalemme sotto la scusante copertura «a custodia delle strade per la protezione dei pellegrini», uno dei nove cavalieri fondatori dei Templari; che incaricò i Templari appunto di raccogliere in Oriente gli insegnamenti della Tradizione esoterica.

In effetti, i Templari non cessarono mai di mantenere i contatti con i gruppi esoterici del Medio Oriente, come la comunità ismailita, come i drusi o ordine di “Assassins”, il cui leader è ben noto come il “Vecchio della Montagna”. È anche importante notare che i primi Templari furono ricevuti attraverso un’associazione iniziatica bizantina, quella dei “Fratelli d’Oriente”, una tradizione esoterica collegata con l’apostolo san Giovanni. Sappiamo anche che alcuni Templari si dedicarono alla ricerca nel campo dell’alchimia. Con questi pochi ricordi, ci si rende conto che i Templari non esitarono a portare insieme a loro elementi «dell’Ordine Segreto», degli elementi tratti da differenti flussi originati dalla grande sorgente primordiale o vibrazione primordiale, in base alle correnti di pensiero. Il primo Gran Maestro dell’Ordine del Tempio fu anche il leader dell’“Ordine Segreto”. Successivamente, le due funzioni non furono necessariamente correlate.

Potremmo cercare invano il nome di Roncelin, Gran Maestro del “Ordine Segreto” tra i Grandi Maestri della Milizia o tra gli 59 alti funzionari delle province dell’Ordine, ma senza ottenere risultati. Si può pensare che i Templari più istruiti, che si distinsero particolarmente nella diplomazia o nell’organizzazione della Banca dell’Ordine, appartenessero agli iniziati del gruppo del grado più alto e cioè dell’Ordine Segreto o Alto Magistero. Sappiamo anche che la parte segreta dell’Ordine ha avuto tra i propri membri persone che non appartenevano direttamente all’Ordine del Tempio, ma erano affiliati in un modo o nell’altro. Tra gli addetti ai lavori di questo tipo, sembra che siamo in grado di ricordare il poeta fiorentino e politico Dante Alighieri (1265- 1321), autore del poema esoterico la “Divina Commedia”, che è stato uno dei leader del movimento “Fede Santa”, una sorta di terzo ordine dei Templari. È anche certo che la parte segreta dell’Ordine, affiliò dei “Fratelli dei mestieri”, artigiani e costruttori, appunto affiliati con i Cavalieri Templari che, dopo la sospensione dell’Ordine del Tempio, contribuirono alla trasmissione dei simboli delle associazioni Templari in altre come la Franc-maçonnerie ou le Compagnonnage.

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LA TRASMISSIONE

Quando l’Ordine Templare fu sospeso da Papa Clemente V nel 1312, molti fratelli rifiutarono di sottomettersi a ciò che consideravano una ingiustizia e follia. Nei paesi in cui essi godevano della protezione dei principi, essi poterono rimanere, come fu per alcuni anni in Spagna, ove essi costituirono nel 1317 l’Ordine di Montesa, mentre in Portogallo si trasformarono nel 1319 nell’«Ordine di Cristo»; nella stessa data, ai Templari di Lorena fu chiesto di unirsi alla Milizia Teutonica in Ungheria ove furono presenti fino alla metà del XV secolo. Questo tipo di sopravvivenza era impossibile in Francia e in altri paesi in cui il sovrano rimase ostile. È per questo che molti Templari che furono rilasciati dalle prigioni reali, decisero di far proseguire l’Ordine in modo clandestino. Questa soluzione fu approvata dal Gran Maestro Jacques de Molay, che, 60 pochi giorni prima della sua morte sul rogo, ricevette in carcere il confratello Jean-Marc Larmenius, al quale trasmise, con il consenso degli altri confratelli, la Gran Maestria dell’Ordine. Larmenius ricevette anche il titolo di Gran Maestro dell’Ordine Esoterico Segreto, che gli permise di garantirne la prosecuzione. Tutto questo si fece tramite la possibilità offerta dall’allora Papa Clemente V in base alla Bulle “considerantes Dudum” del 6 Maggio 1312, dove tutti i templari vennero rilasciati, con l’impegno di tornare alla vita laica. Tutto questo fu ufficializzato e registrato nella “CARTA di trasmissione detta di LARMENIUS”, una vecchia pergamena datata 13 febbraio 1324. Siamo inoltre autorizzati a rivelare che l’attuale Alto Magistero dell’Ordine del Tempio ha una sua tradizione conservata nella memoria di questi fatti, a seguito di questa sopravvivenza clandestina; dai documenti si evidenzia che, alla fine del XVI secolo e del secolo successivo, i successori di Larmenius, a testa dei Templari, erano grandi signori, circondati da Templari durante alcune operazioni militari. Ma, a parte questi fatti, sembra che l’Ordine sia sopravvissuto soprattutto al fine di mantenere la tradizione esoterica di cui era portatore. La natura clandestina dell’Ordine del Tempio non fu senza pericoli o rischi per la corretta trasmissione della dottrina segreta. I documenti del XVIII secolo e quelli dei primi dell’Ottocento mostrano una confusione tra le attività sotto la tradizione esoterica e quelle relative al mondo profano. Questa confusione è stata anche la causa di gravi conflitti in Francia sotto il regno di Luigi Filippo (1830-1848); questi conflitti infinitamente deplorevoli in se stessi, tuttavia, ebbero il merito di permettere una migliore distinzione tra i due piani.

NATURA DELL’ALTO MAGISTERO

La continuazione del VECCHIO “Ordine Segreto” L’Alto Magistero, abbiamo visto, è solo la continuazione in epoca moderna, del vecchio «Ordine Segreto» del Tempio. Mira a mante- 61 nere e trasmettere la conoscenza esoterica universale, propriamente come nella tradizione dei Cavalieri Templari. È questa conoscenza che costituisce il vero “segreto dei Templari”, il “Tempio di Gerusalemme” è in questa prospettiva il “Centro” simbolico da cui emana la tradizione templare. Conoscenza Esoterica Universale, o “Scienza Sacra”: è nella sua essenza che risale dal lontano passato degli uomini, ed anche dalla sua Origine che Lei merita davvero di essere chiamata universale perché si trova, in varia misura, in tutti i ceti sociali e di tutte le età. Se la conoscenza esoterica è una, anche se passa attraverso modi diversi, popoli e culture, dando luogo a varie tradizioni, come, in particolare, l’Alto Magistero; anche se queste tradizioni differiscono nel modo di trasmettere la Scienza Unica, ad esempio concentrandosi su un simbolo particolare, piuttosto che questo o quello, dobbiamo dire che la Tradizione esoterica stessa rimane un’essenza. Scorre come l’acqua di una sorgente unica che, incontrando le asperità del terreno, si divide in molti flussi, ma l’acqua rimane la stessa.

UNA SOCIETÀ INIZIATICA

La “Scienza Sacra” non è situata sulla punta di un argomento; rientra nell’intuizione spirituale superiore, il centro interiore dell’essere, vale a dire ciò che è simbolicamente chiamato “Cuore”. Non è riducibile a parole e definizioni, non senza parlare di affermazioni dogmatiche, esso viene trasportato per mezzo di segni e simboli, di solito attivato nelle storie mitiche. Questi segni e simboli, questi miti diventano ed in qualche modo vivono attraverso l’azione rituale, in particolare quella di iniziazione. È per questo che l’Alto Magistero è una società iniziatica e le sue attività sono organizzate per la scoperta di un “segreto” che è veramente accessibile ai “veri iniziati”. In effetti, si entra nell’Alto Magistero con il rito di iniziazione. Questo rito, che è costituito dalle azioni e dalle “prove” simboliche di grande dignità e di una ricchezza di significato, dà al nuovo membro un slancio spirituale in cui, attraverso il suo lavoro personale 62 e la sua meditazione, può diventare un “vero e proprio iniziato”. Il rito di iniziazione non porta direttamente al possesso di conoscenze come infuso per grazia; dà solo un impulso che mette l’individuo sulla Via Reale della Conoscenza. Inoltre, attraverso i simboli e miti che attiva, comunica anche una luce che permetterà di muoversi ed avanzare su tale percorso. Tale è dunque la natura dell’Alto Magistero.

Di Domizio Cipriani 

A cura della Redazione Universo7p.it

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