Perché Medici Senza Frontiere ha rifiutato 1 milione di vaccini “in regalo”?

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Perché un’organizzazione umanitaria come Medici Senza Frontiere ha rinunciato a un vaccino salva-vita per un milione di bambini poveri?

L’associazione umanitaria Medici Senza Frontiere ha rifiutato un “dono” da un milione di vaccini. Le dosi provenivano dalla multinazionale Pfizer. L’azienda offriva un farmaco contro la polmonite, una malattia molto pericolosa, soprattutto per i bambini. Eppure, i medici hanno detto di no. Perché? Lo racconta James Hamblin su The Atlantic.

I costi dei vaccini

Secondo WikiPedia, la Pfizer Inc. è la più grande società del mondo nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione dei farmaci. Secondo quanto riporta The Atlantic, l’azienda ha incassato più di 6 miliardi di dollari solo dal vaccino antipolmonite in questione.

Il business è enorme e prevede che i profitti siano elevati in quei Paesi che sono disposti e hanno le risorse per pagare i prezzi gonfiati di questi vaccini salva-vita”, scrive Hamblin. Una pratica che “inevitabilmente, lascia qualcuno indietro”.

È questa la ragione principale per cui Medici Senza Frontiere ha rinunciato alla partita di vaccini gratis. Si tratta di un principio su cui l’organizzazione non transige. Il costo troppo elevato impedirebbe il ricorso alle cure per i più piccoli.

Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la polmonite è la prima causa di morte tra i bambini. La malattia provoca una reazione immunitaria eccessiva nell’organismo, bloccando il passaggio di ossigeno nei polmoni.

È provocata in genere dallo Streptococcus pneumoniae, un batterio isolato dai ricercatori già decenni fa.

Da quando è stato introdotto il vaccino, i casi di polmonite grave si sono ridotti dell’88% negli Stati Uniti. In aree come l’Africa sub-sahariana e il sudest Asiatico, però, la morte per polmonite è ancora molto comune.

Il problema è che Pfizer detiene molti brevetti correlati al farmaco. E questo rende difficile ai competitor sviluppare qualcosa di comparabile.

Gli interessi nascosti dietro il ‘regalo’

Secondo Jason Cone, direttore esecutivo di Medici Senza Frontiere negli Stati Uniti, quello della multinazionale non sarebbe un vero e proprio regalo. Anche se potrebbe avere benefici nel breve periodo, sarebbe in realtà un problema su vasta scala.

Le donazioni, spiega, “sono spesso utilizzate come modo per “costringere” gli altri a pagare. Donando i vaccini per la polmonite gratis, le corporation farmaceutiche giustificano i prezzi elevati per gli altri, incluse le altre organizzazioni umanitarie e i Paesi in via di sviluppo che non si possono permettere il vaccino”.

Alle accuse ha risposto Sally Beatty, portavoce dell’azienda: “Pfizer è impegnata a rendere i vaccini disponibili a più persone possibili, soprattutto a coloro che necessitano di assistenza umanitaria immediata”. La società, dunque, “discorda fortemente” dalla decisione di MSF.

Comunque la pensiamo sui vaccini, era importante raccontare questa storia. Non foss’altro per puntualizzare, ancora una volta, quanto l’avidità degli esseri umani passi sopra qualunque cosa. E più di tutto, per spiegare ancora una volta i metodi delle case farmaceutiche.

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