La chiesa dice si ai boss di Roma, ma respinge i malati terminali?

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”Ma io non capisco tutto sto casino. E vabbè è morto un boss romano dei Casamonica ed hanno messo la banda che suonava le sue canzoni preferite. E vabbene, hanno messo anche il carro funebre con sei cavalli neri, 12 suv con corone di fiori e la Rolls-Royce da trasporto funebre.

E vabbene dai anche che hanno sparato petali di rosa sopra i cittadini da un elicottero autorizzato da non si sa chi. E lo so che ci sta pure che hanno messo striscioni sulla chiesa inneggiando in un mix tra mafia e religiosità senza che nessuno gli abbia detto nulla. Eddai che saranno mai state queste cose. Nessuno sapeva niente, il sindaco non sapeva niente. Ma dai politici c’è da aspettarselo, quando mai in Italia qualcuno si alza e dice: ‘scusate ho sbagliato è colpa mia!’ Solo che mi sfugge in questo momento, proprio non riesco a ricordare quali furono le parole del parroco di allora, quando fu negato il funerale in chiesa al malato di Sla, Piergiorgio Welby, che si era fatto interrompere le cure che lo tenevano in vita. Ah eccole. Il funerale di Welby non fu celebrato perché il parroco disse: “Welby con i suoi gesti si è messo in contrasto con la dottrina cattolica!” Il parroco di oggi, stessa parrocchia ma parroco diverso, ha detto in riferimento al boss Casamonica: ‘Cristo aspetta a braccia aperte questo nostro fratello!’. Ps. La politica fa schifo perché composta a volte da persone indegne che vedo ogni giorno con i miei occhi. La Chiesa per fortuna è altro ma quando succedono questi episodi, io, cattolico credente e peccatore, capisco e comprendo quanto anche questo faccia particolarmente schifo!”. E’ quanto ha scritto il parlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe D’Ambrosio dopo lo svolgimento dei funerali ieri nella chiesa di Don Bosco, alla periferia di Roma, di Vittorio Casamonica.

“Hai conquistato Roma, ora conquista il paradiso” e “Vittorio Casamonica re di Roma“: recitavano così alcuni manifesti apparsi ieri fuori la chiesa per l’ultimo saluto a quello che è stato ritenuto “uno dei maggiorenti dell’omonimo clan che viene ritenuto responsabile di attività illecite come usura, racket e traffico di stupefacenti nell’area sud est della città”. Lo riporta l’Ansa. ”Una folla di persone ha voluto porgere l’ultimo saluto all’uomo onorato tra l’altro con una carrozza antica trainata da sei cavalli neri, petali di rose lanciate da un elicottero e manifesti e note del film ‘Il padrino”’.

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