ITALIA: VACCINI CON MERCURIO E ALLUMINIO. DOCUMENTO UFFICIALE!!!

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di Gianni Lannes
Costituzione della Repubblica italiana, articolo 32:
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»

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I vaccini esavalenti somministrati in Italia contengono ancora mercurio. Perché il ministro Lorenzin non dimostra con solide prove scientifiche che non c’è più mercurio e che sono davvero sicuri? Impossibile, perché come attesta un documento interno della Glaxo, il mercurio è presente nell’esavalente somministrato ai bambini in Europa, Italia inclusa. Non è tutto: c’è pure l’alluminio. Comunque la Glaxo ha investito l’anno scorso soltanto in Italia, addirittura 1 miliardo di euro, e i profitti devono pure tornare anche a scapito della salute dell’infanzia. Ecco perché i politicanti e i camici bianchi italidioti sono così proni. Ha dichiarato infatti, il ministro Beatrice Lorenzin: “L’obiettivo del decreto, oltre all’obbligatorietà, è allargare l’attuale lista delle vaccinazioni perché abbiamo creato negli anni una differenza tra le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate”. Niente di più falso: prove alla mano dell’Istituto superiore di sanità, sia pure compromesso nel malaffare, attestano che dal 2004 in Italia è sparito il quadrivalente e si somministra ai piccoli malcapitati l’esavalente (ovvero altri due vaccini non obbligatori).

Basandoci sulla quantità di 10 ppb (parti di miliardo)ovvero 0,01 ppm (parti per milione) ovvero 0,010 mg/Litro rinvenuta nel vaccino esavalente Infanrix Hexa, possiamo affermare che alcune delle più nette evidenze epidemiologiche e tossicologiche presenti in letteratura scientifica, evidenziano che il mercurio, anche a dosi bassissime, provoca danni alle cellule dendritiche immature, alle membrane e al DNA dei neuroni. Le evidenze scientifiche smascherano tutti gli scientisti e i camici bianchi che escludono alla radice la presenza di Thimerosal nei vaccini e ne certificano in modo superficiale la loro sicurezza.
La letteratura scientifica e l’esperienza clinica dimostrano che i metalli pesanti svolgono un ruolo chiave nello sviluppo di malattie autoimmuni e neurodegenerative. Almeno 240 studi pubblicati su Pubmed comprovano una correlazione causale fra mercurio e disturbi dello spettro autistico. I metalli pesanti inducono autoimmunità, aggravano lo stato di malattia, e la rimozione o l’identificazione della sensibilizzazione ai metalli pesanti può migliorare notevolmente la salute del paziente.
Il barone accademico Roberto Burioni, docente al famigerato San Raffaele di Milano, da decenni al centro della cronaca nera, le spara sempre più grosse. Sentite questa:
«Il mercurio non è più necessario e non è più contenuto nei vaccini in uso da molti anni. La formaldeide è contenuta in tracce minime che non comportano alcun danno; l’alluminio è indispensabile per stimolare la risposta immune e la sua sicurezza è dimostrata da oltre 70 anni di utilizzo e da casistiche di centinaia di milioni di pazienti».
Nei vaccini c’è il mercurio: infatti è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si puo’ trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l’ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha disposto che l’eliminazione del timerosal dai vaccini, già dal 1999. In Italia invece ce lo teniamo grazie alle deroghe ministeriali. Perche’?
Ora il Codacons chiede chiarezza su possibili conflitti di interesse e spunta un video in cui il responsabile della Glaxo spiega il “trucco” dei vaccini combinati per renderli più redditizio. Ecco perché in Italia il quadrivalente (per quelli obbligatori) è sparito dal 2004.
«Chiarezza su possibili conflitti di interesse in tema di vaccini. La chiede il Codacons, secondo cui il dibattito sulle vaccinazioni scoppiato in Italia rende non più procrastinabile la garanzia di massima trasparenza a tutela delle famiglie. Fin dagli anni ’80 i vaccini in Italia sono stati terreno fertile per intrallazzi illeciti tra medici, politici e case farmaceutiche, al punto da portare ad una condanna in Cassazione per l’allora Ministro della Sanità De Lorenzo e l’allora responsabile del settore farmaceutico del ministero Duilio Poggiolini, colpevoli di aver intascato una tangente da 600 milioni di lire per unificare due vaccinazioni – spiega l’associazione – E che la combinazione di più vaccini sia un business per far arricchire le aziende farmaceutiche lo afferma lo stesso Direttore della GlaxoSmithKline, Jean Stèphane, in un video reperibile in rete nel quale, parlando ad una platea di dirigenti di imprese, afferma testualmente:
“abbiamo comprato tutti i brevetti sull’epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l’epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia non è molto più complicata di cosi”.
In sostanza il laboratorio Glaxo avrebbe cercato di creare un monopolio e poi avrebbe commercializzato dei vaccini combinati perché molto più redditizi rispetto a quelli singoli.
Una questione che investe anche l’Italia – denuncia il Codacons – dal momento che non è reperibile nel nostro paese il vaccino contro la difterite, con il Ministero della salute che costringe le famiglie a ricorrere all’esavalente se vogliono sottoporre i propri figli alle 4 vaccinazioni obbligatorie e uno spreco di soldi pubblici di 114 milioni di euro annui in favore delle case farmaceutiche. Per tale motivo abbiamo presentato un esposto all’Autorità Anticorruzione, chiedendo di verificare i rapporti che esistono o sono esistiti tra i medici autori del Piano vaccinale varato dal Ministero della Salute e le aziende produttrici di farmaci, perché vogliamo sia esclusa con la massima certezza la possibile presenza di conflitti di interesse».
Thimerosal in Childhood Vaccines, Neurodevelopment Disorders, and Heart Disease in the United States (fonte: Journal of American Physician and Surgeons, Vol. 8, Nr. 1, Spring 2003, Autori: Mark R. Geier, M.D., Ph.D., David A. Geier):
«Abstract:
In questo studio sono state valutate le dosi di mercurio contenuto nel Thimerosal, presente nei prodotti di “immunizzazione” (NdR: in realta’ trattasi solo ed unicamente di vaccinazione e non di immunizzazione che non esiste) dell’infanzia in rapporto alle linee guida dello Stato Federale degli US e l’effetto dell’incremento di tali dosi nell’incidenza dello sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Questo studio ha dimostrato come i bambini abbiano ricevuto, in tal modo, dosi di mercurio in eccesso rispetto alle linee guida dello Stato Federale US che stabiliscono i limiti di ingestione di metilmercurio per via orale. Inoltre, le nostre analisi hanno dimostrato un incremento del rischio relativo di neuropatie e malattie cardiache con l’incremento di tali dosi di mercurio. Questo studio fornisce una forte evidenza epidemiologica al fine di poter stabilire un legame fra l’esposizione a mercurio – proveniente dai vaccini dell’infanzia – e lo sviluppo di neuropatie. Conclusioni. Questo studio mette in evidenza una forte evidenza epidemiologica per un collegamento fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Alla luce della voluminosa letteratura a supporto del meccanismo biologico della reazione avversa indotta dal mercurio, della presenza di mercurio nei vaccini in quantità eccedenti le linee guida sulla sicurezza della FDA ed EPA per l’ingestione orale di mercurio, degli studi epidemiologici che dimostrano le reazioni avverse da tali vaccini appare confermata una relazione causale fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. È auspicabile che una completa rimozione di Thimerosal dai vaccini dell’infanzia possa arginare la tragica e in apparenza iatrogena epidemia di autismo e disturbo della parola che sta interessando gli Stati Uniti d’America».
riferimenti:
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