Così gli istituti religiosi evadono IMU e TARI a Roma

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Di Alessandro D’Amato

Un rapporto del Dipartimento Risorse Economiche del Comune di Roma raccontato da Claudio Marincola sul Messaggero di oggi ci spiega il tumultuoso rapporto con le tasse degli istituti religiosi romani: Orsoline, Mantellate, Carmelitane, il Sacro Cuore di Gesù, le Ancelle di Maria Immacolata, i Frati trappisti delle Tre Fontane. Tutti istituti a cui il Campidoglio imputa il mancato pagamento di ICI, IMU, TASI e TARi e anche il pagamento per l’occupazione di suolo pubblico.

Sotto la lente finiscono 229 strutture riferibili a istituti religiosi che hanno smesso o non hanno mai cominciato a pagare i tributi comunali affidandosi agli avvocati in alcuni casi per far valere le loro ragioni.

COSÌ GLI ISTITUTI RELIGIOSI EVADONO IMU E TARI A ROMA

Si tratta in alcuni casi di alberghi le cui stanze costano 200 euro a notte. Come i Cappuccini di via Veneto o le Carmelitane con il loro istituto con vista sulla basilica. Sessanta alberghi, 112 musei, scuole o chiese, 31 ristoranti: racconta il Messaggero che alcuni sono accusati di essere evasori totali, non hanno codice fiscale né partita Iva e sono ignoti al fisco benché pubblicizzati persino sui siti del Comune. Per un’evasione totale che dovrebbe ammontare intorno ai 19 milioni di euro. E che ha termini di paragone impressionante: a fronte di un previsto recupero di 1,5 milioni di euro pronosticato dal governo Monti in occasione dell’intervento legislativo imposto da Bruxelles come recupero dell’ICI non versata, sono entrati poco più di novemila euro. Un elenco lunghissimo, che va dalla Casa dell’Aviatore all’Associazione Farnese, dalla Casa di Santa Brigida alla Cattedrale del Santo Cuore di Maria e Gesù, dalla Compagnia di Nostra Signora al Monastero russo Uspenskji, dalle Suore missionarie Pallottine alla Casa d’Accoglienza Trinità dei Monti.Dice il Comune che ben 93, cioè il 38 per cento, non ha mai pagato l’Imu, mentre altri 59, ossia il 24 per cento la versano a intermittenza. Pagano regolarmente l’Imu soltanto 94. Meno di quattro su dieci. Così anche per la Tasi. Un terzo (80 su 246) non l’ha mai pagata. Nel caso della Tari, la tassa sui rifiuti, siamo invece al delirio totale. Perché delle 299 (o 297) strutture censite dal sito, soltanto 208 esistono nella banca dati della Tari, con una proprietà riferibile a 187 soggetti di cui, afferma il rapporto «purtroppo 30 privi di codice fiscale o partita Iva». Le altre 91 risultano del tutto sconosciute al fisco comunale. In questa infografica del Corriere della Sera si riepiloga la situazione delle strutture legate alla Chiesa e del pagamento delle tasse:

imu tasi chiesa roma

La Chiesa e l’IMU e la TASI non pagate a Roma (Corriere della Sera, 14 agosto 2015)

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LE ANCELLE DI CRISTO E ALTRE STORIE

Che questo sia un problema economico (oltre che politico) enorme, in una città dove si contano pure quattromila alberghetti abusivi, è noto da tempo. Ai tempi del sindaco Walter Veltroni si stimava per la sola Ici un’evasione di 25 milioni l’anno. Ma lo scenario di guerra è sterminato. La battaglia infuria da oltre dieci anni. Afferma il Comune che fin dal 2004 sono state emesse ingiunzioni di pagamento per complessivi 19,1 milioni a carico di 133 dei 246 soggetti proprietari delle «Case per ferie». Solo 32 hanno accettato di pagare, mentre 101 hanno avviato un contenzioso. Per cifre anche più che rilevanti. Qualche caso? Le Piccole Ancelle del Cristo Re che offrono sul web «72 camere fra singole, doppie e triple a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, con servizi privati, tv color e wifi… e ottimo ristorante» sono in causa per 320 mila euro. Alla Congregazione delle Mantellate Serve di Maria sono riusciti a far pagare finora 281 mila euro ma c’è ancora in ballo una pendenza di un milione 163 mila euro. Con le Suore Oblate del Bambino Gesù c’è un contenzioso si 694 mila euro: finora ne hanno pagati 9.176.

FONTE:

http://www.nextquotidiano.it/cosi-gli-istituti-religiosi-evadono-imu-e-tari-a-roma/

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