Ambasciatore russo ucciso: 8 colpi a distanza ravvicinata e niente lago di sangue

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Mentre le autorità tedesche hanno diramato la notizia che l’attentatore di Berlino è stato identificato perché ha dimenticato nel camion i suoi documenti – come nel caso dell’attentato al Bataclan, ed in diversi altri episodi – anche l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia sembra presentare diversi punti oscuri.

  1. L’assenza di altri appartenenti alle forze dell’ordine, oltre all’omicida: che dopo aver aperto il fuoco ha avuto un minuto di tempo per il suo bel teatrino dinnanzi alle videocamere.
  2. L’attentatore avrebbe esploso ben 8 proiettili a distanza ravvicinata, tutti indirizzati al torace della vittima. Ma nonostante sia stato crivellato di colpi in terra non appare il classico lago di sangue. Eppure ben otto proiettili avrebbero dovuto provocare la copiosa fuoriuscita del sangue, specialmente dopo qualche minuto. con ferite di tale gravità, almeno 3 dei 5 litri di sangue da cui è composto un corpo umano medio dovrebbero fuoriuscire.
  3. Un soggetto colpito da numerosi colpi in quel modo sarebbe dovuto cadere in avanti, a causa della spinta dei proiettili. Invece è caduto indietro, in modo da coprire le ferite. Ricordiamo nel caso dell’esecuzione di un poliziotto davanti alla sede di Charlie Hebdo un poliziotto fu colpito con un colpo di kalashnikov a distanza ravvicinata senza fuori uscite di sangue o altro.
  4. Dopo l’esecuzione diverse persone sono rimaste nella scena, alcune senza manifestare preoccupazione (vedi foto di seguito)

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Infine come spesso accade in casi come questi, l’attentatore è stato ucciso. Così non sarà interrogato. La polizia turca è intervenuta dopo alcuni minuti e ha aperto immediatamente il fuoco freddando l’uomo. Eppure dopo avere ucciso l’ambasciatore non aveva sparato ad altri presenti, rivendicando il gesto. Perché non hanno provato ad indurlo ad arrendersi?

Come spesso accade i punti oscuri in questi casi sono sempre numerosi…

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