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Accorato messaggio di una mamma ai genitori dei bambini che devono essere vaccinati

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Carissimi Mamme e Papà,

mi ritrovo qui, nel pieno di una serata che sarà poi nottata, una delle tante nottate quasi in bianco, a condividere con voi, a cuore aperto, le mie emozioni.

Sono una Madre come tante, una Madre di tre figli che ha deciso in piena coscienza di non vaccinare.

Ricordo come se fosse ieri la notte prima dell’appuntamento per effettuare le vaccinazioni previste per il mio primogenito; avevo 24 anni, e molti dubbi sull’argomento. Avevo letto e riletto articoli, opuscoli e libri sulla questione per quasi tutta la gravidanza e l’immediato post partum. Quella fu l’unica notte in cui io e mio marito dormimmo in due letti diversi: avevamo bisogno di raccogliere ognuno i propri pensieri. Fu un momento molto difficile per noi e ad oggi posso dire che quella notte segnò le nostre vite e quelle dei nostri figli. Dentro di me sentivo una tale spinta che non potevo non assecondare; sentivo che se avessi vaccinato mio figlio in quel momento, seguendo quel calendario vaccinale che consideravo del tutto scriteriato, gli avrei fatto del male e credo che molti di voi abbiano perfettamente chiara e nitida nei loro animi questa sensazione.

In quegli anni conoscevo già un’amica con tre bimbi, due dei quali con una diagnosi di “disturbo dello spettro autistico”, regolarmente vaccinati; e tutto quello che in quel periodo sentivo, leggevo, guardavo e cercavo di capire sull’argomento veniva violentemente confermato dalla realtà, quel “succede ad uno su un milione” era palesemente falso: lo vedevo con i miei occhi. Occhi non di Medico, ma di Madre. Una Madre testarda, lo ammetto, una Madre che in ambulatorio pediatrico durante una delle visite di routine (che più somigliano ad un appuntamento in sartoria, dato che se ne esce con una sfilza di dati relativi a circonferenze craniche, lunghezze di cosce e di peso più o meno forma) dopo aver chiesto “Dottoressa, ma mi sa dire qualcosa in merito a questa presunta correlazione tra vaccini/mercurio e autismo” ed essersi sentita rispondere “Ma signora, c’è più mercurio nel tonno in scatola che nei vaccini!” uscì da quell’incontro con un’idea fissa: qualcuno non stava dicendo la verità.

Ma non volevo fermarmi, e così presi appuntamento con il primario di pediatria di un famoso ospedale della Regione, che allo stesso quesito posto alla pediatra di base, ebbe almeno un po’ di creatività in più nel rispondermi “Signora, rischia che suo figlio si faccia più male con una banale caduta, che non vaccinandolo!”. Mi sentivo non capita, non ascoltata, ma mi sentivo che stavo percorrendo la strada più giusta per me, per noi. E lo vorrei dire a tutti: non lasciatevi intimorire da chi con una disarmante superficialità intende liquidarvi così! Alzate la testa e pretendete delle risposte serie, motivate, documentate!

Ora quello che ci deve far capire cosa stia realmente succedendo è proprio davanti ai nostri occhi: io li vedo i bimbi danneggiati, io le vedo le famiglie distrutte! Sono ovunque!

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Qualche settimana fa eravamo ad un ritrovo tra amici e conoscenti, del tutto casuale; c’erano circa una quindicina di bambini, tra i due e i dieci anni. Di questi 15 bambini ce n’erano quattro gravemente malati: due affetti da disturbi riconducibili allo spettro autistico, uno con un significativo ritardo nello sviluppo e uno immunodepresso e con svariate allergie e intolleranze alimentari. Quel pomeriggio mi si è stretto lo stomaco. E ad oggi non riesco ancora a digerire quella sensazione di rabbia e di dolore immenso che mi ha pervaso il cuore, una sensazione che potrei definire come un vero e proprio TRADIMENTO: si, i bambini danneggiati (e le loro famiglie) sono bambini traditi. Traditi da un sistema che finge di volerli proteggere e invece li indebolisce e li fa ammalare, un sistema che finge di mirare all’integrazione e invece discrimina, minacciando di non ammettere a Nidi (che paghiamo profumatamente) e Scuole dell’Infanzia bambini perfettamente sani. Ed infatti qui la salute non centra davvero nulla, questo è chiaro; questo è un gioco da grandi, ed i bimbi devono restarne fuori. Quel giorno ho realizzato che stanno distruggendo una generazione, stanno rovinando la vita di centinaia di migliaia di bambini, stanno distruggendo le loro famiglie, il loro futuro, stanno negando loro il diritto ad essere sereni, e soprattutto sani! Io lo vedo drammaticamente nitido ai miei occhi e per questo vorrei urlarlo a tutti! Perché quando in un contesto di vita quotidiana e non in un centro specializzato, o in un ambulatorio di logopedia piuttosto che di neuropsichiatria, ci sono 4 bambini su 15 con difficoltà più o meno gravi, da genitori dobbiamo farci delle domande e soprattutto dobbiamo iniziare a darci qualche risposta. Io sto trovando risposte ai miei dubbi anche guardandomi attorno.

E noi che pian piano stiamo capendo quale sia la strada da percorrere non dobbiamo più tacere, non possiamo assolutamente più tacere! Dobbiamo dar voce a tutti quei bambini traditi e poi vigliaccamente abbandonati, a tutti quei genitori zittiti e spaventati davanti alla disperazione ed allo sconforto, schiacciati spesso da un senso di colpa logorante, e lasciati soli, senza una speranza, senza una strada, senza una luce, spesso e volentieri senza una diagnosi certa, cui viene anche tolta la dignità di poter sapere la verità sulle cause dalla malattia dei loro figli.

A tutti i genitori traditi vorrei dire di non sentirsi soli e di non nascondersi!

E a tutti gli altri genitori, invece, vorrei dire di uscire dall’oblio, di non tacere più, di urlare le proprie convinzioni. Noi dobbiamo essere la voce di tutti i genitori, specie di quelli che non si rendono conto della gravità della situazione, e i nostri figli devono essere le gambe dei loro figli.

Un genitore non può avere paura davanti ad un figlio al quale è stata tolta la salute e la serenità, indipendentemente dal fatto che si tratti di un figlio suo o di qualcun’altro. La paura è un sentimento che ora deve uscire dalla nostra vita. Noi ora dobbiamo solo avere il coraggio e l’onestà di lottare per difendere le nostre scelte e per salvare i nostri figli dalle mani di un ristretto gruppo di teste che alla salute dei nostri figli preferiscono altro.

Io non ho paura, andiamo avanti tutti, e a testa alta.

Una mamma

via InformaSalus

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